domenica 1 luglio 2012

la calma.

Un mese dal terremoto e sono ancora qui,fermo nel limbo.una situazione strana, un paradosso, piacevole da un lato,fastidioso per il resto. Nel mio caso è ancora giù contorto perché nonostante io non stia mai fermo in questo limbo mi ci trovo bene;il tempo passa ma non me ne curo... Mi godo le giornate tra sole e piscina senza la paranoia di una nuova scossa, mi godo la vita senza lasciarla scivolare come facciamo di solito nel tram-tram della quotidianità, quando siamo sempre di corsa, troppo occupati a mantenere i quotidiani impegni per poterci fermare e guardare come si muove il mondo intorno a noi. Ecco... Io sono fermo li,al lato della strada, a guardare, incurante, senza obiettivi, senza una meta, senza un perché. La burocrazia deve fare il suo corso, serve tempo...dalla mia tenda io osservo il tempo. Dovrei essere preoccupato per la mia casa, inagibile, piena di crepe, dovrei essere in ansia per i beni materiali... Invece sono sereno, mi godo le giornate una dopo l'altra senza pensare a cosa sarà domani.
Non so se è uno strano meccanismo di difesa del mio cervello, forse è solo che ho lavorato talmente tanto,talmente intensamente negli ultimi anni che questa strana pausa non mi dispiace, così in attesa degli eventi mi godo tutto. Certo ho rispettato e seguito tutte le fasi cartacee, so che quando tutta la burocrazia farà il suo corso la casa tornerà vivibile e io di conseguenza potrò tornare alla mia vita... Quindi perché darmi ansia? Tanto vale aspettare sereno e approfittarne per godere di quello che di solito non ho il tempo materiale per fare. Tutto. Si proprio tutto. Perché nella normalità quante volte mi sarei voluto fermare ad osservare, ad ascoltare... A gustare quello che la natura o il paesaggio mi regalava? Spesso. Ora lo faccio. Poi quando verrà il momento ripartirò. Certo dentro covo rancore per tutte le cavolate che ho sentito sparare dai media sul terremoto, gli aiuti ad esempio, si sono visti solo in tv, ma nella realtà ci siamo rimboccati le maniche perché la protezione civile s'è limitata a lavorare dentro le tendopoli invase da immigrati... Non per colpa loro,certo... Ma la rabbia a sentire continuamente "dona con un sms per aiutare l'Emilia"e sapere che sono soldi buttati.... Quella rimane cavoli! Questi soldi basterebbero per ricostruire bene e meglio, invece li vedo buttati dal mussulmano che butta il piatto perché non è cucinato secondo usanza religiosa, dalla famiglia di parenti che usa le risorse mediche per risparmiare il ticket e da tanto altro che i miei occhi pazienti hanno visto e sopportato.
Da qui il bisogno viscerale di lasciare andare, di concentrarmi su altro... Il bello di questo terremoto è che ha dato ai vicini di casa la possibilità di riscoprire il dialogo,la convivenza e l'amicizia... Non è facile spiegare com'è la vita da campeggio prolungata, questo che russa, quello che scorreggia, il bimbo che piange, l'altro che si alza ogni ora per pisciare... Le zip delle tende che scorrono in piena notte per una o l'altra esigenza... Ed io che continuo imperterrito a celebrare i rituali familiari come nulla fosse, perché i bimbi hanno bisogno di sicurezza e serenità.
Intorno a me,dopo questo primo mese,molti ci stanno mollando psicologicamente e si sentono vittime tanto da non tollerare stupidità quotidiane, io li tranquillizzo ricordando loro che siamo tutti nella stessa merda,ma non è così facile convincerli... Sembra che cerchino una giustificazione per le loro cazzate, ma provano uno specchio e se ne vanno a cresta bassa;quando non basta paragono il nostro disastro a L'Aquila dove le vittime sono state molte di più e li vedo ritrovare un pò di stabilità... Ma poi mi chiedo... Perché devo giustificarli?davvero sono tutti così deboli?li manderei a fare in culo uno per uno. Sono solo viziati.
Se penso che nelle prime settimane,insieme ad altri vicini,ci siamo dati da fare notte e giorno per trovare tende e roulotte, viveri e generi di prima necessità per aiutare queste persone che adesso continuano a non volere camminare con le proprie gambe... Beh mi viene una bella rabbia. Ma l'ho fatto con il cuore e lo rifarei domani se fosse necessario. Quindi chiudo la tenda e buonanotte.

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