Sembra sia inevitabile. Il pensiero ricorrente... L'atto vendicativo contro il sistema, quello che ti rovina del tutto o ti salva dal baratro. Mi sento così vicino al burrone.
-Pausa sigaretta-
Scendo in garage per cercare quella borsa che non apro dal 1994,quando ho scelto di abbandonare la carriera di tiratore scelto dell'esercito per una vita normale. La mia fondina di cuoio chiaro,quella classica da poliziotto, con le bretelle,è sempre li, perfettamente uguale a come la ricordavo... Angoscia e fastidio. Ma so come gestirli, come allora... In quel passato non troppo lontano,impossibile da cancellare... Semplicemente con l'adrenalina.
La indosso sotto la giacca di pelle e davvero sembra che non abbia mai smesso di indossarla. È buffo.
Rimando tutti i pensieri di qualche ora è parto come un qualsiasi altro giorno per la mia quotidianità, certo... Lo sento dentro che non sarà un giorno come un altro,ma adesso, per poterla gestire senza l'ansia, per non fare stupidaggini o colpi di testa, devo assolutamente accantonare tutto.
E così è... Vado al lavoro come al solito, prendo il furgone,controllo il giro, accendo la radio e mi perdo nei pensieri e nella musica che mi regala la mia stazione preferita,la stessa dal '94,la stessa da quando ho messo quella borsa in garage.
-Pausa sigaretta-
Passano un paio d'ore e il piano folle si delinea da solo nella mia mente calcolatrice,sembra così ordinato e semplice,eppure è follia pura. Ma non mi sento in colpa. Per niente. È colpa del sistema,del governo e delle banche che ci hanno buttato via una vita di sacrifici per il loro bel gioco...di questi schifosi politici chiusi nei loro palazzi da vent'anni, troppo impegnati a contare i soldi per occuparsi di noi,come ai tempi della rivoluzione francese... Ma quanto ci assomiglia questo quadretto?
E così in un attimo mi trovo fuori rotta,il mio istinto ha già deciso e so quanto ha ragione.sono in città,meglio che stacco il controllo satellitare o si chiederanno perché ho deviato dal giro... Taglio il filo dell'antenna,so dov'è nascosto...anzi,lo strappo... Così penseranno a un guasto. Vago per le strade in cerca di quel tipo di bar,quello dove sostano a tutte le ore marocchini vestiti bene, quelli a cui tutti guardano con curiosità e con una stupida domanda: "ma non vanno mai a lavorare?" ...ma ok. Stanno già lavorando. Porto il furgone in una strada laterale,meglio arrivare a piedi, entro per un caffè e mi guardo intorno,non è facile distinguere chi sa da chi vorrebbe.
Ci vuole poco per fortuna,solo uno è così curato nell'abbigliamento da non lasciarmi dubbi... Mi avvicino e sussurro solo qualche parola:
"mi serve una pistola,una beretta 92f e una scatola di munizioni, adesso."
E mentre lui mi studia con quegli occhi scavati,sento che è appena passato quel momento,quel punto... Il "punto di non ritorno" l'ho passato proprio con noncuranza. Ora capisco quanto sono determinato a farlo,non ci ho creduto così tanto fino ad ora...
Il tipo mi chiede un paio d'ore, con un cenno della testa gli indico la Trada dove ho parcheggiato e senza dir altro me né vado.
Il telefono tace,questo è strano...di solito i clienti mi tartassano tutto il giorno ma questa mattina credo che inconsciamente o per la legge d'attrazione, mi lascerà concentrato in questa follia.
Per un attimo,solo per un attimo,il desiderio di lasciar perdere tutto e tornare come niente fosse a lavorare,ma non trovo alternative,non vedo the d'uscita,se le istituzioni fossero ancora capaci d'ascoltare,se non fossero così occupate con immigrati,clandestini e disoccupati... Troppi se. Me la cavo da solo,è sempre andata così nella mia vita, questa volta non farà la differenza;lo so,è una bella cosa riuscire sempre ad arrangiarmi, solo a volte si desidera mollare un attimo le briglie,lasciarsi andare in autocommiserazione... Non è il mio caso,se succede è per sbaglio e passa subito.
-Pausa sigaretta-
Ed eccolo,proprio mentre sono perso tra stupide teorie, bussare al vetro del mio furgone;gli faccio cenno di salire e accendo il motore,ora non c'è più tempo per le incertezze: si balla.
Lui parla,come per rompere il ghiaccio... lo lascio fare,inutile spiegargli che sono sordo,troppo occupato a pianificare il "dopo" per distrarmi, ma poi neanche me ne frega di cosa vuole raccontarmi,lui è solo un mezzo per arrivare,un tassello inutile e facilmente intercambiabile,però mi serve temporeggiare per esser certo che non mi abbia deluso... Gli porgo il pacchetto di sigarette.ovviamente ne prende una,magari servisse a farlo tacere cinque minuti,invece la agita come un vezzo mentre continua a parlare di non so cosa.
Intanto le case ai lati della strada si fanno più rade,cerco un passo,una stradina che ci porti in un posto più isolato,farò abbastanza rumore tra poco,voglio che gli echi si perdano nelle campagne...
Arriviamo ad un casolare abbandonato,fatiscente,per fortuna non piove da tempo così posso parcheggiare dietro e nascondere questo ingombrante furgone alla vista di chiunque. Lui tira fuori un sacchetto arrotolato su di una sagoma inconfondibile dalla giacca e lo appoggia sul sedile mentre scende,lo raggiungo,mi si para davanti con la pretesa d'avere subito 200€,invece gli presento ancora il pacchetto di sigarette.annuisco per tranquillizzare la tensione che ha creato e con un gesto secco lo sposto di lato per arrivare al sacchetto...invece ottengo il contrario,questo stronzo si agita e blatera minacce campate al vento,se sapesse che durerà poco starebbe molto plu tranquillo,no?
Ed eccola li un chilo e poco più di morte,graffiata,rovinata,chissà cos'ha combinato nella sua vita questa beretta,non lo potrò mai sapere perché è senza identità,il numero di serie limato l'ha cancellata da ogni dove; tiro il carrello per vedere se,magari,ha già il colpo in canna...è vuoto,controllo velocemente che funzioni tutto a dovere,sicura,carrello,canna pulita...forse dovrò darci un'ingrassata,si... Questo continua a parlare ma come riposta ottiene solo qualche cenno con la testa da parte mia, è solo un morto che parla,no? Lascio cadere il caricatore nell'altra mano,semplicemente premendo il pulsante di sblocco,facendo si che il suo peso e la gravità facciano il loro dovere... Vuoto pure lui,che spreco di tempo... Prendo una manciata di proiettili dalla scatola,ancora nel pacchetto,senza nemmeno controllare il calibro, inizio a metterli uno ad uno,il tipo cambia espressione,si fa serio. Lo vedo con la coda dell'occhio perché sebbene abbia fatto finta di non considerarlo troppo,in verità non l'ho mai perso di vista. Avrà capito che devo provarla,avrà pensato che sono pignolo,l'importante è che mi lascia fare,solo lascia trasparire la tensione prendendo l'ennesima sigaretta dal mio pacchetto...
Poi tutto diventa veloce,rapido e indolore, almeno per me. Il caricatore entra senza sforzo,la pallottola sale in canna mentre tiro il carrello... con una precisione che solo il signor beretta... L'ammiro per un attimo che si congela davanti ai miei occhi,si... Solo un attimo,perché l'attimo dopo il braccio è teso,neanche prendo la mira e BAM! In mezzo agli occhi.
Fine della storia... Inizio di una nuova,scandito dall'ineguagliabile profumo della polvere da sparo calda,sbruciacchiata...:d dall'odore della morte. Non la mia,non ora.
Non solo questo è un bel racconto breve, ma diventerebbe un bellissimo fumetto. "Pausa sigaretta" scandisce il ritmo e crea l'atmosfera giusta. Complimenti.
RispondiEliminaperò hai sporcato il furgone....
RispondiEliminagrazie @serena, l'ho buttato lì. almeno ci ho provato.
RispondiElimina@zio maiale vero, ma quello è il meno, mi sono sporcato la coscienza....molto più difficile da lavare via.